
"Tu non vuoi davvero leggere questo post..."
Un altro post su Lost, giusto per tacitare un minimo il delirium tremens che mi è preso al pensiero di dover aspettare fino al 2010 per vedere l’ultima stagione, nonché per esporre qualche altra idea sulla sceneggiatura e i suoi metodi.
Di qui in avanti si spoilera alla grande, proseguite a vostro rischio e pericolo se non avete visto fino alla fine la quinta stagione…
Chris Vogler, quello che ha messo su carta una la struttura ufficiale del Viaggio dell’eroe, oltre ad approfondire strutture e snodi della storia, distingue i personaggi possibili in una serie di archetipi. Uno di essi è l’Imbroglione – per definizione chi nella tua storia si comporta in maniera ambigua, può essere un aiutante con scopi occulti, un antagonista minore che poi cambia fazione, e così via. Le distinzioni di Vogler (complice la traduzione?) sono opinabili, visto che per Vogler esiste sia l’Imbroglione che il Mutaforma, e quest’ultimo si adatta ancora meglio alla mia definizione di poco fa, più neutrale, laddove l’imbroglione vero e proprio avrebbe uno spiccato lato sbruffone e comico.
Nel vedere Lost, è divertente giocare ad attribuire le varie sfumature archetipiche di Vogler ai personaggi. Se per complessità psicologica un po’ tutti sono dotati di un lato oscuro, compresa se non soprattutto la triade Jack-Sawyer-Kate, l’imbroglione per eccellenza è senz’altro Sawyer, quello che la truffa prima dell’Isola la esercitava per professione – forse come risposta alla “privazione dei genitori” quando era bambino. Di questo ho già scritto qui.
Lost per quanto mi riguarda è l’estremizzazione del racconto di genere, quello il cui proposito è sorprendere, tenere agganciato lo spettatore a ogni costo, a scapito di ogni altro elemento (ed è questo, se vogliamo, anche il suo limite). L’ingranaggio-base della narrazione di genere? Il colpo di scena. E il colpo di scena, come ingranaggio, è qualcosa che va costruito in anticipo, tirando dei fili che rimangono “dietro” alla narrazione “visibile”.
Insomma, il colpo di scena è un imbroglio o, se preferiamo, un gioco di prestigio. E gli sceneggiatori di Lost sono dei maestri dell’imbroglio, inutile citare in quali e quante volte un loro trucco è andato a segno. Lasciamo per ora da parte l’approccio molto particolare di trovare logica ai colpi di scena “a posteriori”, come in alcuni casi succede, soprattutto nelle stagioni recenti; in gran parte, soprattutto all’interno della stessa stagione, si tratta di twist della narrazione pianificati, fatti procedere e fatti scattare al momento giusto.
Quello che mi preme sottolineare ora è come la passione per la narrazione-truffa abbia portato i creatori di Lost a mettere in campo parecchi Imbroglioni, e pure “belli tosti”. Dopo Sawyer, che perde via via la caratteristica, che dire del supervillain Ben Linus? Per gran parte del suo tempo sullo schermo Ben mente, trama, intreccia complotti e convince persone a fare quello che vuole: un cattivo degno di Lex Luthor e del Joker, ma visto che Lost almeno nelle psicologie “cerca” di fermarsi nel reame del realistico, l’unico potere straordinario di Ben è la diabolica, macchiavellica e quasi soprannaturale intelligenza.
L’acerrimo nemico di Ben è un altro Imbroglione, che invece riesce nelle sue truffe grazie agli apparentemente sterminati mezzi economici: Charles Widmore. Il suo imbroglio più grande è il finto volo Oceanic 815 ritrovato in mare, che illude temporaneamente che i “nostri” siano semplicemente morti. Una truffa piuttosto impegnativa, che richiede molte risorse, ma pur sempre nel reame del realistico.
Più di così, può fare solo un Imbroglione con poteri sovrumani. Immortale, magari, abbastanza da essere stato presente al primo furto di Kate bambina, al funerale dei genitori di Sawyer e al momento in cui Locke cade dalla finestra perdendo l’uso delle gambe. Jacob, esatto, personaggio evocato fin dalla terza stagione e che ora finalmente vediamo. Presumibilmente in guerra eterna con un altro immortale, giusto per ricreare portata su nuovi livelli la contrapposizione sopravvissuti-altri, poi Ben Linus-Charles Widmore. Un teaser della quinta stagione, forse ufficioso, sottolinea proprio questo aspetto, ma non ci crederei troppo.
Riuscirà Lost a sorprenderci ancora una volta, l’ultima? Gli concederemo la possibilità. Quando potremo farlo… argh!