
"Beh, che avete da guardare? Non potrei andare in giro a usare armi a raggi e a guidare un esoscheletro, solo perché ho questa faccia?"
Una piccola cosa che non mi spiego, a posteriori, della storia che ho scritto per il volume Sturm und Drang, è perché in linea di massima mi sia ritrovato a dare caratterizzazioni di persone spiccatamente sgradevoli ai due personaggi principali. E sì che è una storia praticamente corale e i personaggi sono molto di più – ma al di là dello sfigato e della stronza, gli altri sono “i cattivi” oppure “neutri”.
Eric Sturm è in linea di massima un povero idiota. Si fa sballottare dagli eventi per gran parte della storia, ha eccessi di Ego per ragioni sbagliate e, in linea di massima, si fa una pessima figura per gran parte delle 48 pagine del volume.
Carmen Simoniade, a conoscerla di persona, la odierei. Arrivista in modo blando, smaccatamente presuntuosa, perennemente sbuffata o annoiata. Divertente da scrivere, ma siamo lontani dalle “battutine sferzanti” di Pk o Brad Barron: questa è una tipa a cui, a ogni risposta secca, torceresti il collo.
C’è una curiosa assonanza involontaria tra questi due personaggi e Wikus, il protagonista di District 9, per chi non se lo ricordasse un goffo e ottuso burocrate che rimane invischiato nella faccenda di sfollare gli alieni dalla loro baraccopoli e… beh… le cose non vanno proprio come previsto. Ci sono delle evoluzioni, in senso puramente biologico, che accomunano Eric Sturm e Wikus, casuali dato che scrissi la sceneggiatura del volume prima di vedere il film; però le assonanze involontarie, in genere, significano sempre qualcosa, a livello di immaginario comune.
La spiegazione più semplice che mi riesco a dare è una certa allergia ai personaggi monocromatici che ormai il cinema di genere (fantastico) a (sempre meno) alto budget ci ha abituato a farci ingoiare. L’eroe è l’eroe, punto, sembrano dire i manuali-di-scrittura-addicted, professionisti o meno. Sulla questione mi ero già interrogato in questo vecchio post. E c’è una riflessione su Wikus e altri “eroi” qui, dove ho preso la foto. Però la banalizzazione dei protagonisti nei blockbuster fantastici ha ormai qualcosa di indubbio: sarà pure la necessità di favorire l’identificazione, ma personalmente in molti casi finisce per infastidirmi. Da ragazzino al cinema rimasi letteralmente indignato per i protagonisti di Starship Trooper (il film), tutti troppo belli, simpatici, monotoni. Non siamo ancora a quel punto, ma quasi.
Alla fine, né Wikus, né i miei Eric e Carmen sono personaggi negativi. Rimangono positivi, rimane facile empatizzare con loro per le loro debolezze, che manifestano sotto forma di stupidità apparente oppure arroganza. E’ poi solo una patina di caratterizzazione, che insaporisce il piatto (o dovrebbe farlo, nel caso della mia storia: non devo essere io a dirlo). Viva, sempre, la biodiversità anche nella narrazione!
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