
"Impresa di demolizione generi letterari che non fanno abbastanza figo. Ha chiamato?"
Ecco, sono stato un sempliciotto. Non dovrei neanche stupirmene. Tutte quelle idee sulla fantascienza, sull’etichetta che non è poi così male, anzi da sbandierare. E sì che solitamente è snobbata, che ho amici scrittori bravissimi che quando bussano alle porte delle case editrici va bene che non ci rimettono i denti quando, le stesse porte, se le vedono sbattute in faccia. Però è una cosa temporanea, risale al disco volante che non può atterrare a Lucca eccetera eccetera. Teniamo duro, mi dicevo. Diciamolo, che Sturm und Drang è una storia di fantascienza. Vantiamocene, chissà mai che qualcuno non ci prenda sul serio.
Ho sbagliato tutto. Come tutti i narratori che hanno occasione di proporre una storia sul mercato, una storia a cui sono particolarmente legati, ci tengo che incuriosisca, che sia letta. Non che una sciocca etichetta allontani in anticipo i potenziali lettori. “Non è proprio il mio genere…”.
Per carità! Scusate, mi sono sbagliato. Sturm und Drang non è una storia di fantascienza.
E’… boh, fate voi, thriller, un presente accanto, una parabola umana (questa non ci credo neppure io). Una detection story che parla dei media e del potere. Un… no, non ce la farò mai a infilarla nel noir, anche se in un paio di antologie con questa etichetta mi ci sono ritrovato, scrivendo tutt’altro. Tu, lettore che mi dedichi solo pochi secondi, ascoltami bene: non è fantascienza, non temere. Compris? Puoi stare tranquillo. Niente marziani con le orecchie a punta vestiti da antichi romani. Niente astronavi. Niente dischi volanti. Questi elementi non ci sono comunque, ma è meglio ribadire. Non è fantascienza, hai capito?
Fiùùù, mi sento già sollevato. Ora il mio potenziale lettore si avvicinerà allo scaffale.
Non sarà spaventato dalla sordida etichetta classificatoria.
Sfoglierà le pagine, interessato.
Vedrà i disegni stupefacenti (ehm…) di Patrizio.
Scoprirà che si racconta di un misterioso magnate, di una tosta e un po’ supponente giornalista, di uno sfigato impiegato gettato alla ribalta. Che si parla del presente, di angosce e di media. Penserà di comprarlo.
Poi volterà il volume per vedere la quarta di copertina. Valuterà i 17,99 euro di prezzo. E tornerà a posarlo sullo scaffale, pensando che è troppo caro.
Oh, io ci ho provato.
—
p.s. al limite, lo stesso discorso si può applicare se a “fantascienza” sostituisci “fumetto”. Insomma, doppia sconfitta in partenza. Che ci devo fare, ho sempre fatto il tifo per i perdenti.
Mi piace:
Mi piace Caricamento...
Diciotto euri? Ma sei fuori? Adesso mi vado a cercare lo scan sui torrent, che ti credi! Con 18, dico 18, euri come minimo mi ci prendo una bretella made in Indonesia by D&G o in alternativa provo a farmi fare lo sconto dalla massaggiatrice cinese all’angolo. Tzè! Fumetti. Fantascienza.
Scherzo. Ma quanti ne senti così?
La più bella l’ho vissuta direttamente ai tempi del mio libro su Star Wars. Un ragazzo, a una presentazione, mi chiese se sapevo dove scaricarlo su eMule (sic). Era un notorio consumatore di cannabis, tra l’altro, quindi decisamente pensava di avere un modo migliore per spendere i suoi soldi.