Il gatto mi ha mangiato i libri

Parole, storie, immaginario e laicità intellettuale

Archivi Mensili: settembre 2011

Jean Paul Sartre, George Lucas e l’altro nome dei contenuti extra

"Allora, tu spari per primo. Ah, no, sparo prima io, ma sono un idiota e quindi ti manco. Però è meglio se..." "Muso verde, deciditi per la miseria!"

La serendipità delle letture mi ha portato tra le mani un volumetto degli Oscar Mondadori degli anni Settanta, nella fattispecie le due opere teatrali di Jean Paul Sartre Morti senza tomba e Le mani sporche. Incuriosito da titoli e argomenti, con ampie lacune sulla storia del teatro da colmare e conoscendo l’autore appena di nome, mi sono ritrovato appassionato a divorare due intense e potenti vicende di politica, resistenza, tradimento. Soprattutto del secondo testo mi ha colpito il realismo crudele – ma con narrazione rapidissima, senza un momento vuoto – con cui viene trattata la storia di Hugo, giovane intellettuale del Partito Comunista di un’imprecisata nazione est europea, affiancato al carismatico leader Hoederer come segretario, ma con lo scopo segreto di conquistarsi la sua fiducia e assassinarlo. Realismo crudele e lucidità, da conoscenza diretta, dei meccanismi della politica, tanto più quella “di frontiera” (l’ambientazione è a pochi mesi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale).

Il libro non contiene esclusivamente le due opere teatrali ma anche una cronologia della vita di Jean Paul Sartre, un breve ma ricco testo sul suo pensiero con frammenti dalla biografia della compagna Simone De Beauvoir, in chiusura anche una lunga intervista all’autore realizzata in occasione della riproposizione dell’opera medesima a Torino per il Teatro Stabile nel ’63-’64. Esatto, tutta quella parte di testo che quando ti toccava un Classico in lettura per la Scuola (maiuscole di fastidio) eri felicissimo di poter saltare oppure – se avevi un’insegnante particolarmente sadica – ti toccava studiare. Questa volta, però, con me colpevolmente ignorante su vita, morte e miracoli di Jean Paul Sartre, si è rivelata una lettura molto interessante. Certo, letto a posteriori, dopo essermi gustato le opere. E con quel che di surreale che ti concede vedere trattato l’autore come un vivente – scopro ora da Wikipedia che questo signore è scomparso prima della mia nascita, ma dopo la realizzazione di questo libro.

Con un solo libro, data di morte a parte, sono riuscito così a scoprire un grande autore, filosofo, drammaturgo e a farmi un’idea del pensiero, la biografia e il contesto storico. Tutto grazie a quei testolini extra prima e dopo. E mi capita il pensiero assurdo che siano, in effetti, dei contenuti extra. O quasi, perché c’è una sottile ma decisiva differenza. Che fa scattare un’altra strana connessione.

[sull'intervista finale a Sartre molto da dire, pure. Come per esempio che a tratti, dopo aver letto un testo eccezionale, il suo calarlo in un contesto funzionale/didattico/politico, quasi travisando le emozioni che trasmette e le idee che suggerisce, mi fa venire il voltastomaco. Una concezione della narrazione decisamente calata nel suo tempo, non c'è che dire. Ma non ho un'idea abbastanza chiara di questo per scriverne nel dettaglio - per il bene di tutti]

Già perché martedì sono passato davanti alla Feltrinelli di piazza CLN e, abboccando clamorosamente, ho avuto una piccola acquolina alla vista del nuovo stratosferico cofanetto dell’intera esalogia di Star Wars finally in Blu Ray. In cui, tra l’altro, sono riusciti pure a fare una cover decente che riassume il percorso della famiglia Skywalker senza pacchianate: Anakin bambino con il suo zainetto sulle spalle quando sta per abbandonare Tatooine e Luke ventenne che la vita da contadino del pianeta deserto la vorrebbe tanto abbandonare, e presto in effetti incontrerà Ben Kenobi e tutto il resto. No, non ho fatto nessun acquisto convulso per motivi religiosi. Non ho il lettore di Blu Ray e non me ne frega, ho già la trilogia vera in dvd, ergo non me ne frega un accidente. Però… slurp!

Il servizio su Film Tv incuriosisce sui contenuti extra vecchi e nuovi. Ma non mi interessano, vero? E qui, altro spunto. Che, almeno per me, l’acquisto dei film in dvd incentivato dalla presenza dei contenuti extra è una cosa passata. Come le uova kinder: quando sei piccolo le vuoi per la sorpresina, poi cresci e preferisci la cioccolata. Ormai, complice l’overdose di contenuti, se mi interessa avere un film in dvd, ormai mi interessa a prescindere dal resto dei contenuti che contiene, che magari guarderò, magari no. Ma direi di non poter negare che con l’avvento dei dvd ci sia stata la moda dei contenuti extra – tanto che in vari dvd di produzione minore, finivano per inserire nell’elenco piccole cose tanto per fare numero sul retro della custodia, come il trailer originale, il menù animato, le biografie di registi e attori consistenti di solito in una scheda testuale tirata via e senza fotografie.

Il parallelismo è inevitabile. Pur sembrando un’invenzione recente, i contenuti extra c’erano già nei volumetti Oscar Mondadori anni Sessanta e Settanta. Con una sostanziale differenza: featurette, backstage e altra roba da dvd di blockbuster sono lì per arricchire la visione di altri dettagli, incentivare all’acquisto e poco altro. Lo scopo dei testi integrativi nei libri era, scusate il trombonese, “inserire libro e autore nel rispettivo contesto storico”. C’è, a monte, tutta una consapevolezza dell’importanza culturale di quel testo specifico e del suo autore, che giustificava l’invesimento economico per il contenuto extra. Qualcosa a cui forse, per il cinema, non arriveremo mai. E forse è persino troppo tardi – a livello di economia mondiale – per pensare qualcosa del genere. A meno che…

La Stampa di lunedì 19 settembre, in prima pagina, riporta la notizia della scoperta del pianeta con due soli, subito accostato a Tatooine. Già lo sapevo dal google alert che mi informa di qualsiasi cosa parli di Star Wars, ancora attivo da secoli fa quando gestivo la Guida di Supereva dedicata alla saga di Lucas in parallelo all’uscita del mio libro sullo stesso argomento. Alla news ho personalmente ho dedicato solo i 2 secondi netti necessari per leggere l’intestazione e farmi una risata (non ho aperto il link, per dire). La Stampa invece gli dedica la prima pagina, che rimanda a un paginone interno che parla delle lamentele dei fan per le ulteriori modifiche – il signor Lucas sa bene come far parlare di sé a ogni nuova uscita, e in fondo lo scopo dell’articolo è annunciare l’uscita del cofanetto di cui sopra – acquolina – slurp – ritrovato contegno.

C’è di comicissimo, nella stessa pagina, il box su Tatooine. Grazie ad ampio uso di Wikipedia se non Wookiepedia, parla di numero di abitanti e dei due soli – roba mai saputa anche se per me quella è religione – e poi sbraca citando la principessa Leila (sic) che uccide Jabba the Hutt nel primo film (maddeché? Queste cose le sanno anche gli Ewoks!). Non voglio né mi interessa dire che la stampa generalista, come al solito, scrive delle gran boiate sugli argomenti che noialtri nerd invece abbiamo avuto tempo da perd… ehm, di seguire. Anche perché fino a prova contraria sono anch’io iscritto all’Ordine e vivacchio con la carta stampata. E nessuno può sapere tutto. Però, però, i telegiornali rubano sempre più le notizie dalla rete. Un noto quotidiano nazionale fa la prima pagina con questa roba qua. Non sarà che il vecchietto verde con le grandi orecchie aveva ragione? Sempre in movimento è il futuro.

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