
Paolo Toselli, Danilo Arona e, al centro, uno che scrive delle cose... mah...
Oggi c’è stato l’ennesimo temporale improvviso e io ne ho approfittato per cominciare a leggere I vermi conquistatori entrando nell’atmosfera giusta. Whew. E mi sono ricordato due cose, una sensata, l’altra un po’ meno, le scrivo entrambe così vediamo se si equilibrano e ci teniamo nel solito nonsense controllato.
La prima è ancora qualche parola dall’incontro Arona-Toselli giovedì scorso, in attesa di chiudere il cerchio con le varie sfaccettature della fine del mondo con l’Occidente visto da fuori e un punto di vista privilegiato sulle rivolte in Nordafrica con Sergio Grea, ex manager petrolifero in giro per il mondo, scrittore e soprattutto eccellente comunicatore. Sempre al Cruton, sempre per “Il futuro non è fantascienza”. L’unica rassegna in cui se gli argomenti sono inquietanti e oscuri, il clima si adegua regalandoti una notte, giustamente, buia e tempestosa.
Il buon Danilo ha tirato fuori dal cilindro uno dei suoi jolly, cogliendomi completamente di sorpresa. Ha parlato di un sogno comune condiviso da persone ai quattro angoli del pianeta e riguardante l’arrivo di un’onda gigantesca. I “sognatori comuni” hanno scoperto la reciproca esistenza grazie a Internet e, per la cronaca, questo succedeva prima dello tsunami in Giappone. Che dire? Creepy. Oppure ottimo grilletto per discorsi su inconscio collettivo e dintorni.
A me però ha ricordato tutt’altro, ovvero Peter Kolosimo – la moglie del fantarcheologo tra l’altro è stata citata da Toselli quindi tutto torna. In uno dei suoi libri che da ragazzino divoravo avidamente parla di un analogo sogno ricorrente sulla caduta della luna. Luna enorme, alzarsi delle maree, tsunami, siamo più o meno sempre nei dintorni della fine del mondo. Quella del passato, raccontata nelle nostre varie mitologie, e infatti Kolosimo immaginava una sorta di “ricordo ancestrale” condiviso lungo le generazioni, più che una previsione del futuro.
Prima del referendum ho assistito a varie conferenze, tra cui quella del prof. Dapavo di Legambiente Asti. Ha esordito nella sua relazione dicendo che per effetto del riscaldamento globale ultimamente abbiamo avuto in pochi giorni la pioggia concentrata di molti mesi. E io penso: ma se il clima cambia, la pioggia si concentra in un periodo veramente lungo e non smette… non sarà stato qualcosa di simile, il diluvio universale? Un precedente cambiamento climatico del pianeta, poi “resettato a zero” in qualche modo dal pianeta medesimo?
Ha smesso di piovere, eh. Sospiro di sollievo.
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Manca solo la citazione di “L’ultima onda” di Peter Weir, che tra onde, sogni, passato, futuro e catastrofi, direi che c’azzecca alla perfezione.
Ciao Gatto!
Già, viva sempre Peter Weir, ne fossero sbucati altri di registi come lui! Ben trovato Marziano!