
Fotografia a tradimento scattatami da Paolo Moisello a Torino Comics 2011, sorprendente a tema. Perché sfoggio il cellulare per una ragione stupidissima, e perché l'espressione non mi fa apparire particolarmente intelligente. Anche se matto, beh, probabilmente non lo sono abbastanza.
Ricordo un vecchio articolo pubblicato su un sito qualche eone fa in cui paragonavo chi telefona in strada ai matti: sempre di persone che parlavano da sole ad alta voce si trattava. Neanche a dirlo, accennavo di preferire i matti. E visto che il gatto perde il pelo ma non il vizio, ora il matto mi metto a farlo io e porto alla luce un po’ di motivi per cui il blog è stato fermo tutto questo tempo. Perché è meglio non avere un blog che averlo?
1) Perché è come parlare ad alta voce da soli, appunto, quando nessuno può sentirti.
2) Perché, contemporaneamente, è come parlare ad alta voce da soli quando chiunque nel mondo può sentirti. E cogliere ogni minimo svarione, e giudicarti, e criticarti. E non è neanche detto che lo saprai mai! (I know, that’s paranoia grado 35, ma sono solo un figlio della mia epoca!)
3) Perché è dannatamente narcisista e bisogna essere dannatamente sicuri di quello che stai facendo. E magari non avere ogni cinque minuti il desiderio di cancellare tutto. Sì, anche essere narcisisti è essere figli della propria epoca, come vedremo in un prossimo post. Che non scriverò, chiaro.
3 bis) perché non sarà mai credibile come ragione vera, ma comunque ammetto a volte di pensarlo. Perché scrivo solo se mi pagano. Ah, ah, ah. Adesso, perché qualche anima buona mi paga per quello che scrivo, a intervalli molto irregolari, non vuol dire che tutto quello che scrivo meriti di essere pagato. Però, ho smesso di scrivere recensioni sui film perché – dai, che noia, di cinema tutti ne sanno tutti ne scrivono e tutti hanno un loro dettagliato punto di vista da comunicare al mondo. E la sostanza era: non scrivo più recensioni di film se qualcuno non me le paga. Nessuno mi ha più pagato per scrivere di cinema, pace, vivo benissimo lo stesso e parecchie volte non ho niente da dire su un film appena visto e ne vado fiero!
4) Perché c’è una cosa che mi diverto a chiamare “overdose dei contenuti”. E sarebbe una cosa interessante di cui scrivere proprio su un blog, ma non lo farò, vero? Neanche se menzionandola di sfuggita mi hanno dato ragione alcuni personaggi che la sanno più lunga di me fosse solo per tempo più prolungato di permanenza su questo pianeta. Insomma, upside down, il fatto di poter aggiungere contenuto di dubbio valore allo scibile con qualche tamburellamento su una tastiera e un paio di clic non è una buona ragione per farlo.
5) Perché fuori c’è il sole, e mi piace respirare, e mi piace avere una vita. No?
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Mi verrebbe da aggiungere un punto sei: come i figli del tuo tempo, sei un pelandra (:-P).
É che i giovani d’oggi non c’han voglia di lavorare, e che una volta questa galassia era tutta campagna, eccetera…
Comunque, io ti curo.
Ora che sono su Blogger, ho il radar acchiappa-aggiornamenti incorporato.
Ahahah grande Locomotiva! Ben ritrovato!
Come ti dicevo a quattr’occhi, è questione di prospettive, e di intenti.
L’opinione generale – molto diffusa fra coloro che non hanno un blog – è che gestire un blog sia il vertice dell’egocentrismo, e uindi ogetto di riprovazione.
Curioso, in una cultura che fa del presenzialismo un’ossessione.
Se fossi in TV tutte le sere, saresti un figo.
Scrivi sul blog tutti i giorni, sei uno sfigato egocentrico.
Ma qualcosa mi dice che ci faccio un post…
Pingback: Chiudere il blog « strategie evolutive
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Non credo sia proprio tutto egocentrismo… secondo me alla fine avere un blog può essere terapeutico…
Grazie del commento! Certo, ma ci sono terapie più divertenti…
Concordo! Ma Bisogna vedere se le terapie alternative sono fruibili o meno…
“Perché fuori c’è il sole” Sì ok ma belin, e quando fa nuvolo?
E pensa d’inverno alùra
(grazie per aver colto lo spirito del post, Elv)
Stai cercando un buon motivo per chiudere il tuo blog?
Scherzi a parte, penso che ci siano delle ragioni altrettanto buone per tenere un blog, come per non tenerlo. Ognuno trova le proprie, per l’uno o l’altro motivo, a seconda che ce l’abbia, oppure no.
Ecco una buona ragione per mantenerlo, il blog. Gli amici reali! In effetti, sto facendo una specie di autoterapia per riprenderlo e sono partito dai “perché no”.
Mi riconosco perfettamente in ognuno dei punti che hai elencato.
Personalmente pero’ credo che avere un blog sia una condizione molto piu’ vicina alla follia di quanto non sia telefonare per strada. Per fare un po’ di filosofia spicciola (la cosa che mi riesce meglio in assoluto): telefonare e’ un’azione troppo comune ed e’ folle in quanto “umana”, ma “bloggare”, perdonami,e’ qualcosa di simile ad un’arte. Dimmi, hai mai sentito parlare di un artista perfettamente sano di mente? Sii sincero