Lo spunto è proprio quello, la fine del mondo. Sono tanti gli scrittori che ne parlano, e sempre più spesso. Danilo Arona è uno di loro. Che voglia dire qualcosa o meno, l’anno scorso due progetti a fumetti su tre che mi sono portato dietro alla New York Comicon parlavano di una sorta di post apocalisse; senza che l’avessi fatto apposta, e senza che io sia una persona particolarmente pessimista o emo (per quello sono troppo vecchio, e per mia fortuna ho avuto un’adolescenza segnata dall’heavy metal anziché dal grunge, perciò sono al di sopra di ogni sospetto).
Visto che chiacchierare chiacchiero tanto, la faccenda dell’apocalisse già passata è diventata un mio tormentone, per il dispiacere di chi mi capita a tiro – per esempio una mail sterminata a un talentuoso attore con cui sono in contatto per ragioni geografiche e perché all’università facevo copiare sua sorella. Non mi ha mandato a stendere, anzi ha concordato, pensa te.
Un po’ è di moda, un po’, personalmente, penso che ci si accorga da qualche “vibrazione” che i paradigmi del passato sono crollati, e per andare avanti abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo. Per pragmatismo sabaudo cronico la mia reazione è: ok, il mondo è finito. Sediamoci e parliamone per vedere cosa si può fare dopo.
Poi, una certa mia allergia alla cultura nella torre d’avorio e alla chiacchiera soporifera di alcuni conferenzieri mi ha portato a cercare di costuire un percorso comune, con spunti “pop”, su alcune delle tematiche più “calde”, e su cui avevo a portata di mano un personaggio adeguato, che unisse la competenza alla buona capacità comunicativa. Nel caso di Piero Bianucci, un’ottima persona incontrata in più occasioni, e che si è gentilmente dimostrata disponibile a partecipare. Lo scopo è parlare di nucleare, fonti di energia alternative e dintorni. Referendum anyone?
Wikipedia è molto esauriente per quanto riguarda l’illustre ospite, e mi ricorda la follia di portare un personaggio del suo calibro in un comune di 280 abitanti circa. Però, però, ci sono parecchi altri comuni intorno, e per quanto riguarda i centri maggiori: Asti è solo a una trentina di chilometri, Acqui Terme meno, Alessandria qualcosina in più. Nessun problema di traffico o di parcheggio, aria buona, brindisi di buon vino rosso alla fine – è pure un giorno di festa. E c’è un ottimo ristorante a due passi due dal teatro, ma su questo sono di parte per campanilismo. Google maps? Here.
Ho quest’idea assurda secondo cui oggi, con l’aria che tira e l’overdose di contenuti, l’unico atto veramente politico sia tentare di diffondere informazioni il più possibile corrette, neutrali nonché comunicate in modo piacevole. Quindi, che dire: ci proviamo.
Qui sotto il programma integrale testuale, così Locomotiva e i ragnetti di google sono contenti:
Il futuro non è fantascienza
Conferenze pop alla fine dell’universo
2-16-30 giugno 2011 Teatro Civico “Cruton” di Vaglio Serra (At)
Se c’è un centro luminoso nell’universo, questo è il luogo che ne è più lontano. Luke Skywalker
Per due gocce d’acqua… non sarà mica la fine del mondo! Noè
Giovedì 2 giugno, ore 21
Nucleare, petrolio, fonti alternative. Quanta energia ci rimane?
Ne parliamo con Piero Bianucci, giornalista de La Stampa, divulgatore scientifico e fondatore di Tuttoscienze.
Giovedì 16 giugno, ore 21
2012: paura, leggende e altre distrazioni di massa
Ne parliamo con Danilo Arona, scrittore e divulgatore sui temi del soprannaturale e Paolo Toselli, giornalista di Focus ed esperto di leggende contemporanee.
Giovedì 30 giugno, ore 21
L’Occidente annaspa, il Nordafrica brucia, la guerra continua
Ne parliamo con Sergio Grea, scrittore, docente universitario ed ex dirigente nel settore petrolifero.
Gli incontri sono moderati da Fulvio Gatti, giornalista, assessore alla cultura.
Interviene Davide Mana, ricercatore e blogger.
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