Il gatto mi ha mangiato i libri

Parole, storie, immaginario e laicità intellettuale

Archivi giornalieri: giugno 24, 2009

Il viaggio dell’eroe in 6 domande&risposte

Vi farò riferimento spesso, quindi tanto vale partire con un piccolo elenco di domande&risposte essenziali.

Che cos’è il viaggio dell’eroe? Un libro?

Sì, ma non solo. Il libro c’è ed è stato scritto dallo story editor Chris Vogler, ce n’è un’edizione italiana pubblicata da Dino Audino editore. Ma non date fiducia a chi dice che quel libro è la sua bibbia, dato che Vogler riesce a malapena a scalfire un argomento vastissimo. Il viaggio ell’eroe è la struttura narrativa a cui sono riconducibili quasi tutti i film americani.

In quali film lo si trova, in quali no?

Al Pacino e Gene Hackman in viaggio nel raro cult "Scarecrow"

Finché rimaniamo nell’ambito del cinema americano mainstream, che è la maggioranza di quello che giunge da noi, potremmo dire tutti. Sicuramente tutti i blockbuster vi pescano a piene mani. Oggi in molti casi anche il cinema europeo e parte di quello asiatico (il Giappone in testa, ma il Giappone ha sempre avuto un legame particolare con l’occidente) lo utilizzano. Al contrario, la scena indipendente americana, e in particolare i film drammatici e di personaggi, a volte lo evita o ne fa un uso molto più sottile.

Come mi accorgo della differenza?

Dalla percezione del film. Se ti aggancia dall’inizio, con un protagonista in cui tendi a identificarti, segui con lui/lei gli ostacoli affrontati, temi i pericoli e assisti alla risoluzione, fino al lieto fine in cui la tensione si scioglie e la storia si conclude… ecco il viaggio dell’eroe. Nelle forme più nude e crude lo troviamo in Star Wars e in tutti i film di azione, fantastici, di fantascienza, on the road e così via. A differenza di un film che non lo segua, uno in cui il viaggio dell’eroe è presente (sempre che funzioni bene e la storia sia credibile e coerente, ma questo è un altro paio di maniche!) ti lascia a fine visione una sensazione piacevole, di viaggio concluso.

Perché il viaggio dell’eroe è così importante?

Perché funziona! E con questo intendo anche a livello commerciale, perché il viaggio dell’eroe parla direttamente all’intimo di ciascuno di noi. Si tratta di una struttura radicata della mente umana, che imita il Percorso Umano per eccellenza – la crescita, dall’incontro con il mondo degli adulti e le sue insidie allo stabilirsi ufficiale come cittadino dell’universo della maturità.

Ma vale solo per i film?

Non esattamente. I film, per lunghezza, sono la forma narrativa ideale a farne uso – anche perché l’hanno adattato a propria immagine. Le altre forme narrative possono farvi riferimento alla lontana, o usarlo integralmente, soprattutto nei casi in cui hanno come riferimento il cinema stesso.

Se uso il viaggio dell’eroe la mia storia sarà automaticamente un capolavoro?

No. Una brutta storia con un viaggio dell’eroe perfetto resterà una brutta storia. Anche se mi vengono in mente parecchi esempi di questo tipo nel cinema Usa degli ultimi anni…

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